Mamma e figlia “giramondo”

Foto di Laura Elena Armani

Parole di Micaela Frasca

PEOPLE
17 Marzo 2018

Mamma e figlia “giramondo”

Roberta e Camilla ci raccontano la loro vita, tra scoperte itineranti e calore
domestico.

Non appena Roberta Garibaldi ci apre le porte della sua bellissima casa sui Colli di Bergamo, il tema del viaggio ci pervade. Esperta di turismo, docente universitaria e globe-trotter per passione, passa molto tempo fuori dall’Italia. Oggi ci racconta della sua vita e del suo rapporto con la figli Camilla, tra viaggi oltreoceano e passioni bergamasche.

Roberta, exploring, food, tourism sono tre parole che ti stanno a cuore e descrivono il tuo lavoro: sei spesso all’estero per conoscere nuove culture culinarie, per promuovere il Made in Italy e per il turismo enogastronomico. Cosa significa per te viaggiare?
Viaggiare è la passione della mia vita e sono felice di essere riuscita a trasformarla nel mio lavoro. E’ qualcosa che amo, che mi appartiene, mi prende e mi coinvolge 365 giorni all’anno. Quando lavorare diventa un piacere, lo si porta anche in vacanza! Mi occupo principalmente di ricerca, quindi di tutte quelle esperienze legate al mondo del cibo e di come queste possono diventare risorse per il turismo. E’ un lavoro stimolante ed emozionante.

I tuoi numerosi incarichi nazionali e internazionali sono legati al viaggio e al mondo del turismo e ti portano spesso fuori città. Come riesci a conciliare questi ritmi e questo stile di vita con la crescita di Camilla?
Ovviamente cerco di portarla con me il più possibile. Adoro condividere con lei la mia passione e credo che viaggiare, conoscere luoghi e culture differenti sia estremamente arricchente alla sua età. Lei ne è molto felice. Le volte che non riesco a farla venire con me resta con la nonna, che mi aiuta molto. E mi fa piacere anche perché hanno un ottimo rapporto.

Cosa vi unisce?
Sicuramente la cucina è una delle grandi passioni che ci uniscono. A Camilla piace molto stare ai fornelli e spesso prepariamo insieme diversi piatti. E’ attratta sia dalla cucina tradizionale, e dai nostri prodotti tipici, che da quella estera. Una volta ha preparato anche il sushi, delizioso! Un altro interesse che condividiamo è il cinema: adoriamo trascorrere le serate guardando i film sul divano. Camilla, poi, ama cantare e ballare, soprattutto danza moderna e hip hop, ed è molto creativa. Le piace giocare con i tessuti, immaginando di fare la stilista. Quando viaggiamo insieme osserviamo i costumi delle altre culture e ogni tanto le porto abiti tradizionali dei paesi che visito. Ha un kimono giapponese, abiti dalla Cina, dalla Grecia, dal Brasile. Si diverte tanto a indossarli. Per noi mamme vedere crescere i nostri figli comporta talvolta un duplice sentimento: da un lato la gioia di vederli più grandi e sempre più autonomi, dall’altro la nostalgia e la malinconia del tempo che scorrere sempre troppo in fretta.

Hai avuto modo di fissare in qualche modo i tuoi ricordi con
Camilla?

Le ho dedicato un album fotografico per ogni anno di vita. Li guardiamo molto spesso e devo ammettere che ho avuto proprio una bella idea. Camilla li adora. Non appena qualche nuovo ospite entra in casa li mostra subito volentieri. Ci piace ripercorrere insieme i momenti della sua crescita. Oggi ha undici anni, quindi abbiamo già dieci album… speriamo di riuscire a essere così costanti anche in futuro! Di sicuro avrò un aiuto, visto che adesso anche lei ci tiene a personalizzarli.

Sei direttrice scientifica del progetto East Lombardy, European Region of Gastronomy del 2017. Un grande riconoscimento che manifesta il tuo interesse verso la valorizzazione del nostro territorio. Qual è il tuo rapporto con Bergamo? Cosa ti piace della nostra città?Bergamo è la mia casa. Rappresenta la città dove ho sempre voluto vivere. Anche in passato potendo scegliere di vivere a Milano, e frequentandola molto spesso per lavoro, non ho mai lasciato Bergamo. Trovo che sia una città a misura d’uomo ed è perfetta per le famiglie. Qui si gode di un ottimo stile di vita ed è ricca di spazi verdi. Sono tanto affezionata anche ai Colli di Bergamo, dove ho deciso di abitare. Adoro i parchi, i sentieri e le colline che caratterizzano la natura di questi luoghi.

Anche la cultura ti lega a Bergamo. Sia attraverso la tua attività accademica come docente universitario che attraverso la gestione museale. Sei stata general manager della GAMeC e membro del consiglio di amministrazione degli “Amici dell’Accademia Carrara”. L’arte è quindi un’altra delle tue passioni?
Sì, assolutamente.

Esiste un filo conduttore tra cibo e arte?
Attraverso il mio lavoro, mi piace sviluppare delle mappature e analizzare i territori anche in base a queste tematiche: esiste un grande legame tra cibo e arte, specialmente in Italia.

Hai parlato di questo tema anche al UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, vero?
Esatto, mi piace fare ricerca specialmente in questa direzione. Studiare esperienze gastronomiche e metterle in relazione al mondo dell’arte è molto affascinante. Pensiamo, ad esempio, al legame tra cucina e arte quando incontriamo spazi gastronomici situati in dimore storiche o alle moderne
cantine, dove possiamo trovare interessanti elementi di design.

L’amore per l’arte e per il viaggio si respira anche attraverso le pareti della tua casa.
Proprio così, possiamo dire che il percorso che ho intrapreso si rifletta un po’ anche tra le mie mura. Mi ricordo che quando ho iniziato ad arredare la mia prima casa preferivo l’arte antica, col tempo invece sono passata ad aggiungere opere di arte contemporanea e di design. Direi che ora c’è un buon mix. Sono presenti anche numerosi oggetti ed elementi decorativi che raccolgo dai vari viaggi. Questo mi caratterizza molto, personalizza gli ambienti e stimola sempre in me piacevoli
ricordi.
La casa per te è anche il piacere di ricevere amici.
Sì, il tema della convivialità è molto importante per me. Ricevo spesso ospiti, riscoprendo il piacere di stare insieme quando non sono in viaggio. Quando ho a cena persone che non sono di Bergamo amo valorizzare i prodotti del nostro territorio. E’ facile trovare sulla mia tavola piatti come i casoncelli o le nostre carni tipiche. Dopo la cena, poi, ci si riunisce tutti per una partita attorno al biliardino antico.
La vita di Roberta e Camilla è di grande ispirazione.

La loro unione si percepisce attraverso l’intesa dei loro sguardi. Dinamismo e curiosità sono all’ordine del giorno perché viaggiare e conoscere nuovi posti è senza dubbio meraviglioso, ma tornare a casa, alla fine, non è neanche poi così male.

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