Il grembiulino che fa la differenza
Piccoli cuochi o grandi chef? Basta un dettaglio per farli sentire importanti

Parole: Barbara Baldin

Fotografie: Giovanni Marchesi

LIFESTYLE
6 Gennaio 2018

Il grembiulino che fa la differenza

Piccoli cuochi o grandi chef? Basta un dettaglio per farli sentire importanti

Piatti, bicchieri, pentolini, mestoli e strofinacci, presine, tovagliette: uno dei giochi preferiti dei bambini è senza dubbio cucinare! Che sia per davvero o per gioco, non si risparmiano affatto, che siano soli o in compagnia, i commenti non mancano! Diamo ai nostri figli tutto l’occorrente e stiamo a guardare: li vedremo superconcentrati, inventivi, organizzati, loquaci. Faranno da magiare per amici, bambole, parenti, clienti perché il gioco del ristorante lo si può fare ovunque, che sia nella propria camera con tanto di cucinetta super attrezzata o meglio ancora in giardino dove fiori, foglie, fili d’erba, terra e acqua permettono di sperimentare straordinari paciughi!

Da chi prendono spunto? Da noi ovviamente: quando ci vedono trafficare fra frigo e fornelli, il desiderio di emulazione raggiunge quasi sempre livelli vertiginosi! Forse perché si lava, si taglia, si mescola, si annusa, si assaggia e i piccoli vengono risucchiati in un vortice di rumori, colori e profumi che scatena la tentazione di sperimentare e mettersi alla prova. E allora perché no: per loro può essere solo un momento di crescita. L’imitazione, la buona imitazione aiuta l’apprendimento e in cucina si possono attivare tutti i sensi, quindi assecondiamoli. Possiamo lasciarli liberi di sperimentare concedendo loro semplici arnesi e ingredienti base, invitandoli, una volta soddisfatti, ad aiutarci a ripulire come fanno i veri chef. Ah già, gli chef! Rewind – primo step: il grembiulino.

Noi abbiamo il nostro, loro il loro. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutti i pasticci: eleganti o pratici che siano (o magari tutti e due, come quelli de Le Civette sul Comò, in cotone plastificato, facilmente lavabili e impermeabili utili anche per dipingere), oltre a essere utili, ci fanno sentire dei veri professionisti. E se i bambini sono troppo piccoli per aiutarci veramente, per coinvolgerli e farli sentire partecipi basta un piccolo incarico, che sia alla loro portata – mi raccomando – così da creare soddisfazione e alimentare la loro autostima.

Se poi qualcuno dovesse manifestare un particolare interesse, incoraggiamoli con libri a tema (ce ne sono per tutti i livelli e i gusti) o meglio ancora con esperienze stimolanti come un corso di cucina. E anche qui si può spaziare: per bimbi soltanto o accompagnati dai genitori, per imparare le regole base o per realizzare gustose colazioni, merende speciali o piatti da portata. Tante, per esempio, le proposte “messe in tavola” dalle scuole di Sale&Pepe, La Cucina Italiana, Bambini in Cucina o quelle allo Smeraldo da Eataly a Milano o ancora quelle itinerarnti di Bimbi Chef. Sarà un modo divertente per condividere il nostro tempo, un gioco costruttivo per conoscere molti ingredienti e avvicinarsi al cibo serenamente e in allegria.

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