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Chiara, sono innamorata del mio corpo

Chiara, mi Credo di essere una di quelle donne in eterno conflitto con sé stessa.

O meglio. Credo di esserlo stata. C’è stato un momento però, in cui, l’immagine riflessa di fronte allo specchio, ha iniziato a piacermi, e accarezzandola, lei mi ha sorriso.
Sono Chiara ho 25 anni e sono innamorata del mio corpo. Per tanti anni, nonostante la mia giovane età, ho cercato di somigliare a qualcuno. Ho provato ad essere quel qualcuno che solitamente piace.  E questo perché, viviamo in una società che tende a standardizzare l’essere umano; a maggior ragione le donne. Quelle dal fisico a clessidra, la chioma fluente e il sorriso ammiccante. Mi dispiace deludere le aspettative dei più, ma quella è finzione.
Ho sottoposto il mio corpo a tante prove di coraggio. L’ho fatto dimagrire di 20 kg in meno di un anno, avevo 17 anni e volevo avere lo spazio tra le gambe. Rendetevi conto. Ho demonizzato i carboidrati. Li ho incolpati della mia infelicità. Ho smesso di mangiarli. Ho pianto per i crampi allo stomaco, e gioito per i 200 gr in meno alla mattina.
Poi l’amore mi ha salvata.
C’è stata una persona, la mia persona, che mi ha insegnato ad amare Chiara, così semplicemente per come era.
Al nostro primo appuntamento (per nulla romantico) abbiamo mangiato panino napoletano piccante, seduti su una panchina del lungomare. Mi è bastata quella sera, dico davvero, per capire che era lui, era proprio lui quello giusto.
Sul viso, è tornato un colorito roseo. Ho riscoperto l’emozione che un piatto di spaghetti può regalare; non tanto per gli spaghetti in sé. Quanto per la felicità di poter condividere con chi mi ama, un momento semplice, intimo e familiare, come il pasto. Nel mio caso l’amore è stato davvero fondamentale in termini di.
Ma sento di dirvi di non aspettare che un uomo vi insegni ad amarvi.
Fatelo per voi! 
Poi, negli anni, ho ripreso tutti i kg che avevo perso. Passando da una taglia 38 ad una 44. Stavo per ricadere nello sconforto, quando il destino mi ha sorpresa. Dentro di me, un’altra vita. Un altro cuore batteva a ritmo del mio. E da una 44 sono passata ad una 48. Dieci taglie in più rispetto a qualche anno prima.
Vi rendete conto che sto parlando di numeri? Capite quanto questi numeri influiscano sul nostro modo di vivere?
E così ho scelto che i numeri più importanti per me, dovevano essere i giorni che mi separavano dall’arrivo di mio figlio.  Oggi sono una madre. Il mio corpo è una tela, che dipingo giorno dopo giorno. Sul ventre, che ha ospitato il mio bambino, fioriscono righe dorate, segno del suo passaggio.
Il mio seno, florido in gravidanza, inizia ora ad assumere una forma vissuta.
Eppure, mi guardo e continuo a sorridere.
Perché?
Perché mi voglio bene. Perché sono fiera della donna che sono diventata. Tengo molto a me stessa e mi impegno affinché io sia sempre in salute. Ma quello che vedo riflesso nello specchio, è solo un involucro che continuerà a cambiare negli anni. Ma se mi avvicino allo specchio, e mi guardo negli occhi, vedo il mio animo.
Ora ho la consapevolezza che sono davvero in grado di accettarmi, a prescindere dalla persona che ho al mio fianco.
E mi amo per quella che sono
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