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Giada, corro e mi scordo di me stessa

La mia storia è quella di una donna che si è sempre sentita dire da tutti quanto fossi in forma, magra e bella. 

Tuttavia la verità che sento è un’altra. 

Sono in forma e bella dopo aver avuto cinque figli e svariate gravidanze. Dico svariate perché secondo il mio ginecologo io sono un G9 P5, ovvero ho avuto ben nove gravidanze: quattro delle quali con evidenti problematiche che mi hanno impedito di portarle a termine. 

La prima fu a 17 anni, una gravidanza a rischio. Avevo continue emorragie e conseguenti ricoveri ospedalieri. 

Alla dodicesima settimana di gestazione, il medico mi disse che la gravidanza era ad alto rischio e sarebbe stato meglio abortire. 

Mamma a 19 anni

Superai questa terribile esperienza e a 19 anni diventai mamma della mia Victoria. Un’esperienza che ripeterei altre mille volte, una gioia immensa. Ma voi sapere cosa significa a 19 anni guardarsi allo specchio e non riconoscersi? 19 anni, non 30, 35 o 40, quando hai una maturità decisamente diversa. Non riconoscersi fisicamente e psicologicamente. Diciamo la verità, dopo un figlio la vita cambia radicalmente, non sarà mai più come lo era prima. Diventare mamma ti porta a dover pensare al tuo bambino prima che a te stessa, anteporlo a tutto. Hai delle responsabilità. 

E dal punto di vista fisico, quando mi guardo nuda allo specchio, la mattina dopo aver fatto la doccia, quasi mi imbarazzo. Il mio seno è completamente svuotato, ho l’addome gonfio, il viso stanco, i capelli non sono mai in ordine, le mani implorano pietà. Non sono mai truccata e con la pelle morbida come di chi ha tempo di mettersi la crema.

È così che funziona la vita, la mia perlomeno. Una corsa dietro l’altra, tra mille impegni: il lavoro, la scuola, i figli, la famiglia e come sempre nessuno spazio per me stessa, la me stessa che finisco per dimenticare.

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