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Jennifer, non mi sentivo mai all’altezza

Jennifer, Ho sempre vissuto con serenità il rapporto con il mio corpo, grazie anche al mio fisico atletico, gambe toniche e muscolose, vita stretta, braccia snelle, il tutto dovuto ai tantissimi anni dedicati alla danza. Certo, come tutte le donne, anch’io ho attraversato fasi in cui mi piacevo meno o mi trovavo mille difetti, ma non ne ho mai fatto una malattia. Questo fino al 2018.  Un anno fatidico, durante il quale, lentamente è iniziato il mio declino

Ho sempre avuto un carattere forte e determinato, ma qualcuno è riuscito a cambiarmi. Infatti ho permesso che, attraverso paragoni con altre donne, le poche attenzioni, le frasi che una donna non vorrebbe mai sentirsi dire, mi facessero sentire sempre sbagliata e mai all’altezza, al punto da convincermi che fosse davvero così!  Pesavo 60 kg su un’altezza di 170 cm, ma maggio del 2019, dopo un lungo periodo di sofferenza emotiva e psicologia, che ho tenuto nascosta sotto la mia corazza, ho iniziato a vivere un rapporto di odio verso il cibo. Mangiavo pochissimo e in modo scorretto. Avolte mi facevo bastare una tazza di camomilla con 4 biscotti in tutta la giornata e le rare volte che mi concedevo un’uscita, mi sentivo in colpa per aver mangiato. Gradualmente ho iniziato a perdere peso. All’inizio solo 3-4 chili e guardandomi mi vedevo ancora troppo “grossa”, non riesco a dire grassa, perché non era possibile lo fossi. 

Andai a vivere a New York

Il 2 luglio 2018 partii per un importante progetto lavorativo che mi portò a vivere a New York per due mesi. Ero spaventatissima, ma la mia paura non era quella di lasciare tutto e andare a vivere da sola in una città così grande, mi preoccupavo piuttosto di ciò che avrei potuto mangiare per non ingrassare (è risaputo che la permanenza nella Grande Mela faccia prendere qualche chilo per la qualità del cibo che gli americani offrono). Per rimediare ballavo circa 8-9 ore al giorno e mangiavo solamente yogurt, barrette ai cereali o insalatone. Non so come il mio corpo abbiapotuto reggere questi folli ritmi e altrettante privazioni. Al mio rientro in Italia portavo con me una bellissima esperienza professionale e lasciavo otto chili, persi in soli 2 mesi, che sono diventati in totale 14, da quando avevo iniziato a vivere male il rapporto con me stessa. La mia autostima era stata duramente compromessa. 31 anni pesavo 46 kgcon i chili persi, mi resi conto di aver perso anche la persona che ero, il mio sorriso, la mia determinazione, la mia allegria, la mia libertà di donna e compagna. 

A febbraio presi una strada diversa, interrompendo il percorso che stavo seguendo, così lentamente cercai di riprendere in mano la mia vita, ma era dura, davvero dura. 

Non sentirti mai abbastanza bella, mai abbastanza all’altezza dellaspettative, sempre sbagliata, ti porta a credere che tu lo sia veramente.  Siamo a ottobre del 2020 e sono al sesto mese di gravidanza. La mia vita è ripartita come se fossi stata travolta da un fiume in piena incontrando un uomo meraviglioso, il papà del piccolo Tommaso che porto in grembo. Un uomo che mi ha notata quando io mi sentivo invisibile, che mi ha fatta sentire bella anche quando non lo ero per nulla, che mi ha aspettata con pazienza, che mi è stato accanto in ogni tappa importante della mia rinascita. Un uomo che non mi paragona a nessuna perché mi ama esattamente per quella che sono, che non mi fa mai sentire sbagliata o inadatta. 

Certo non è sempre facile vedere il proprio corpo cambiare così tanto, soprattutto se si esce da un periodo in cui il tuo fisico, senza più una forma o una curva, ti sembrava quello perfetto, non sempre è facile accettare che i pantaloni taglia 34 non ti entrino più. Ma, in questi momentimi metto di fronte allo specchio e ammiro il mio pancione e il mio compagno che mi sorride emozionato, accorgendomi che questo ultimo anno non solo mi ha riportato i chili persi, ma mi ha ridato le cose più importanti che per troppo tempo mi ero fatta mancare.  Ora riflessa allo specchio vedo una persona felice, che ha smesso di permettere alle persone di farla sentire fuori luogo e non abbastanza conforme a quelli che sono i canoni di bellezza. Vedo una donna che sorride con il cuore, una futura mamma che sta per realizzare il suo sogno più grande. Vedo una Jennifer che ha iniziato a fregarsene del giudizio superficiale degli altri e ha ricominciato ad amarsi per la persona che è (e non intendo solo esteticamente) . Vedo una donna normale, come molte altre, che non avrà né l’altezza di una top model né delle misure da urlo, ma possiede qualcosa che, a mio parere vale molto di più: la dignità di chi ha ripreso in mano la sua vita e non ha più permesso a nessuno di fare paragoni o di dirle come doveva essere.  Spero che la mia esperienza possa essere d’aiuto a chi vive questa violenza psicologica o semplicemente a chi non si accetta. 

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