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Federica, un difetto che non si vede

Sono una donna che si è sempre accettata nonostante la sua totale imperfezione.  Questa storia inizia con una ragazza imperfetta che bada più ai suoi pregi che ai suoi difetti, alle sue forze più che ai suoi limiti. Ho sempre in mente una celebre frase  Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere.”

Prendersi cura del proprio corpo possiede molteplici aspetti e la prevenzione è un arma potentissima. Lo so bene io che, il 13 dicembre mi sono svegliata con un’ipoacusia improvvisa.

Nel tempo ho imparato a pronunciare questo termine medico sconosciuto e scrivere questa parola amara. Mi sono svegliata così, mi fischiavano le orecchie e solo a sinistra mi sentivo l’orecchio tappato. Ma nessuno mi stava pensando, come si suol dire quando fischiano le orecchie. I miei bambini hanno aperto i regali lasciati nella notte da “Santa Lucia”.  Ho accompagnato Christian all’asilo nel suo entusiasmo contagioso per questo giorno magico e son corsa dalla dottoressa. Disse “è otite” . Si sbagliava. ⁣ Una settimana dopo i sintomi erano gli stessi nonostante antibiotico ed aerosol. Vado al pronto soccorso e mi diagnosticano “ipoacusia improvvisa”. Malattia a me sconosciuta, in parole povere, ma molto povere: ho perso l’udito all’orecchio sinistro. Eppure, da mamma, i miei bambini li sento , quando si girano nel loro lettino, quando cercano di fare una marachella silenziosamente o quando sbuffano appena appena. Eppure quando qualcuno mi guarda non vede una trentenne mezza sorda, vede una mamma con qualche chilo di troppo ed ha ragione a pensare che essere normo peso non è solo questione di estetica, bisogna trovare la giusta forma fisica soprattutto per benessere e per prevenire tutti i disturbi che il sovrappeso cela dietro di sé.

 

Vorrei avere un altro difetto

Non saprò mai l’origine della mia ipoacusia e non la troveranno i medici analizzando tac, risonanze magnetiche, referti ed analisi, ma una delle ipotesi è che potrebbe essere cattiva circolazione e dentro di me penso che se dopo il parto avessi perso subito qualche chilo e avessi ripreso l’attività fisica in breve tempo, forse non sarebbe successo. O forse il mio destino aveva questo in serbo per me. Andrò avanti sentendo bene i miei studenti quando si suggeriscono durante una verifica, ascoltando i film in lingua straniera e non lasciandomi scappare nemmeno una parola dei racconti di Christian. Non mi “sento” cambiata, non ho adottato un approccio differente verso la realtà che mi circonda né ho modificato le mie abitudini.

Ho accettato il disturbo

Non ho pensato di indagare più a fondo su possibili apparecchi acustici al momento perché il cervello è una macchina molto potente e il mio si è subito abituato alla nuova percezione dei suoni, soprattutto di quelli acuti. Gli ho dato fiducia ed ha fatto un lavoro straordinario. Credo anche che l’essere mamma mi abbia aiutato molto. I medici mi hanno detto che molte persone con l’acufene (praticamente oltre ad aver perso l’udito sento un fischio costante, in alcuni momenti più accentuato in altri meno) erano molto infastidite fino al punto di cadere in depressione. Sinceramente aver due pargoli che facevano rumore per casa con le loro vocine acute, che dipendevano interamente da me e mi tenevano impegnata h24 mi ha aiutato a non concentrarmi sul fischio, ma ad ignorarlo concentrandomi sulle persone che mi circondavano.

La forza di volontà

A volte dimentico di averlo, sommersa dai rumori della vita. Altre volte, la sera, prima di andare a dormire nel silenzio totale, lo sento forte e chiaro, quel suono è lì, a ricordarmi per chi devo farmi coraggio e a chi devo la forza che mi contraddistingue oggi, per i miei bambini, per la mia famiglia. Noi siamo l’esempio dei nostri figli e io vorrei insegnargli a non arrendersi mai, a non lasciarsi scoraggiare… E un milione di altre cose, ma questa è un’altra storia!

Io a quel qualcuno che sta guardando la mamma cicciottella  vorrei dirgli che sarei molto contenta se quello fosse il mio difetto più grande perché i chili potrò perderli, ma l’udito non lo ritroverò mai. Nessuna Santa Lucia me lo farà trovare se lascerò latte per il suo asinello e nessun Babbo Natale lo poserà sotto l’albero, eppure con la stessa forza di sempre andrò avanti.

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