Carriera e famiglia, senza perfezione ma anche senza noia
Cristiano, Ginevra e Nina sono la dimostrazione che per crescere bene non bisogna per forza rinunciare al lavoro

Testo di: Barbara Baldin

Foto di: Dafne Pagura e Paola Ristoldo

PEOPLE
23 Dicembre 2017

Carriera e famiglia, senza perfezione ma anche senza noia

Cristiano, Ginevra e Nina sono la dimostrazione che per crescere bene non bisogna per forza rinunciare al lavoro

Come Zorro e la sua innamorata, Cristiano e Ginevra si sono conosciuti vent’anni fa a Bolzano con un’arma in mano: lei spadista di Livorno, lui milanese doc e fiorettista, negli anni hanno avuto modo di superare distanze, spostamenti, scelte di vita per ritrovarsi a convivere a Milano nel 2004, lui imprenditore e lei avvocato d’affari, totalmente immersi nel lavoro tanto da avere una vita caotica vissuta sempre a cento all’ora.

Poi, due anni fa, la nascita di Nina, e qualcosa è cambiato…

Lavoravo fino alle dieci di sera – racconta Ginevra – mentre Cristiano era impegnato con l’azienda di famiglia. Avevamo ritmi e orari incompatibili con quelli di una bambina. Il nostro concetto di famiglia è stato stravolto ma rafforzato: prima eravamo due incasinati, ora deve essere tutto calcolato e ben organizzato. Vivo ancora molto fuori casa e non ho certo consuetidini tipiche di una mamma, ma ora mi impongo degli orari, altrimenti che senso avrebbe avuto avere una figlia?

Avete convissuto da coppia per 11 anni… Vi concedete ancora spazi solo vostri?

Sì, quando riusciamo, sennò non si parla che di Nina. Ma tendenzialmente preferiamo averla con noi: ci divertiamo quando siamo tutti insieme!

Siete entrambi molto impegnati, chi si occupa della piccola?

E’ stato necessario un riassetto drastico di tempi e priorità: abbiamo modificato entrambi le nostre abitudini lavorative e abbiamo avuto la fortuna pazzesca di trovare una tata che per lei è come una nonna, visto che i miei genitori vivono a Livorno e quelli di Cristiano non ci sono più.

A cosa non si può rinunciare?

A giocare insieme la sera: ne ho bisogno quando torno a casa dal lavoro e Nina ne è felice! Per questo va a nanna piuttosto tardi, ma pazienza, la mattina dorme un po’ di più.

Cosa fate?

Dipingiamo, giochiamo con la plastilina o con i pentolini e io devo fare le ordinazioni al suo ristorante.

La sera quindi è l’unico momento in cui la famiglia è riunita?

Esatto, delle poche regole che ci imponiamo una è sacra: si cena insieme, a tavola, e non esiste la televisione. Io cucino poco e male e arrivo a casa troppo tardi per far mangiare Nina a un orario decente. Per fortuna la nostra tata è un’ottima cuoca e ci salva la vita: la adoriamo perché si prende cura di tutti e tre!

Nemmeno Cristiano si cimenta ai fornelli?

No, ma passa tanto tempo con Nina, è molto presente, sin da piccola quando si occupava della poppata di mezzanotte. Fra i loro giochi il nascondino è il preferito. E hanno la fortuna di poter condividere il lettone al mattino: il risveglio lento, beati loro, li accomuna. Tempo prezioso, molto costruttivo nel rapporto relazionale padre-figlia.

Anche la vostra casa è cambiata con l’arrivo della piccola?

Si è riempita di giochi ma non è cambiata, Nina ha imparato a rispettare spazi e oggetti. Ci tengo molto alla casa, è forse l’unica cosa a cui mi sono sempre dedicata nonostante il lavoro. E’ una passione, come quella della scherma, ereditata da mio padre. Sono “malata” di festività, ricorrenze, decorazioni, perché mi riportano bambina e mi rendono felice.

Quindi il tuo tocco si noterà parecchio…

Sì, certo. Fra l’altro amo fare bricolage nel tempo libero, anche la sera per distrarmi. Non guardo mai la televisione ma mi rilasso con diversivi manuali e creativi e realizzo collane e orecchini che indosso o quadri e cornici che poi fanno bella mostra in casa. E tanto altro.

Una casa calda e accogliente…

E’ una casa grande e nel fine settimana arrivano amici che si fermano da noi: c’è sempre gente che va e che viene, che dorme e mangia come se fossero a casa loro perché non mi piacciono i convenevoli. Quelli sono giorni ancora più belli: io sono felice e Nina lo sente e si diverte un sacco! 

E in queste festività cosa farete?

Natale rigorosamente in famiglia: aspetto tutti qui a casa. Ma non penso al Capodanno, non mi piace proprio: quando eravamo soli Cristiano ed io partivamo per i nostri viaggi il 31 per non pensare a cenone o altro!

Ora che c’è Nina, invece, come sono le vostre vacanze?

Diciamo che abbiamo sospeso i safari in Botswana… Andiamo sempre in Toscana vicino a Bolgheri con tanti amici: vita da spiaggia e splendida campagna. Nina va pazza per il mare: appena vede una pozzanghera si vuole spogliare per fare i tuffi! Vi assicuro che non sempre è il massimo…

E a Milano come si sta, è una città vivibile per chi ha dei bambini? 

Diciamo che c’è tutto per avere una vita sociale e meno per quella da mamma. Ma noi viviamo a San Siro, un quartiere residenziale che è il giusto compromesso: una zona molto verde e ben servita, a soli 10 minuti dal centro.

Ci sono dei posti che frequentate più di altri?

Assolutamente sì! Al Tommasi Nina ha il suo seggiolone personale: il proprietario è stato testimone di nozze di Cristiano. E il sabato a pranzo siamo spesso al T’a bistrot di un altro amico del cuore. 

Gli amici che ricorrono ancora una volta nel racconto di Ginevra e il piacere di sentire nella sua voce la gioia del condividere la soddisfazione per la propria vita, forse sì un po’ folle e caotica ma nella quale Nina si è inserita come la ciliegina sulla torta o, meglio, come la stoccata della vittoria.

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